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Report: come Bill Gates condiziona L’Oms

Da una scorcertante puntata di report viene fuori tutto il problema sull’affidabilità di un ente mondiale come l’Oms e di come Bill Gates ne possa condizionare l’operatività.

L’Oms, oramai, con l’80% di donazioni private, possiamo dire che di pubblico ha ormai ben poco, e scende un fitto velo di dubbio, che copre tutta la sua rispettabilità ed imparzialità.

Il tema, poi, quello della sanità pubblica e mondiale, dovrebbe essere un tema di un livello superiore, meritevole di essere trattato con la massima obiettività ed oggettività.

Se invece l’Oms agisce solamente seguendo scelte dettate da mere logiche economiche di profitto di aziende farmaceutiche, ecco che tutto il castello di buoni propositi crolla inesorabilmente.

Bill Gates non è quel filantropo a cui sta a cuore la salute della gente? Sembra di no! Se ancora non l’avete fatto guardate il servizio della trasmissione Report di Rai tre.

Le mascherine antivirus possono essere pericolose?

Nell’arco temporale di una settimana due ragazzi cinesi sono morti mentre indossavano una mascherina protettiva per praticare attività fisica.

E’ successo in Cina durante la lezione di educazione fisica ed i ragazzi erano giovanissimi, di 14 e 15 anni.

La tragedia è accaduta in due scuole distinte e lontane tra loro, dove, per precauzioni igieniche, evidentemente anche nelle scuole è ritenuto obbligatorio indossare mascherine antivirus.

I genitori dei ragazzi puntano il dito sulle mascherine che indossavano i loro figli, e ritengono che possa esserci un nesso fra la morte dei ragazzi e le mascherine stesse.

Uno dei ragazzi si stava apprestando a completare una dura prova fisica, correre i 1000 metri con una mascherina N95.

Questi tragici avvenimenti hanno convinto alcune scuole ad interrompere le lezioni di educazione fisica.

Una precauzione sicuramente sensata visti i dubbi scaturiti da queste due morti così ravvicinate.

Purtroppo non è stato possibile verificare con sicurezza la causa della morte dei ragazzi, e se la morte possa essere stata dipesa dalle mascherine, perchè non è stata fatta un’autopsia per approfondire.

Comunque, come riportato dal New York Post, Cao Lanxiu, professore all’Università di medicina cinese dello Shaanxi, non crede che le mascherine possano aver provocato una morte così improvvisa, tendendo più ad un’ipotesi per cui potrebbero esserci state delle malattie cardiovascolari preesistenti nei soggetti.

Cosa dicono gli esperti?

Spiega Simona Pierini, cardiologa responsabile dell’Unità coronarica dell’Azienda Ospedaliera ASST Nord Milano e Medico dello sport –

“La mascherina può, da un lato ridurre l’afflusso di aria, quindi l’apporto di O2 ai polmoni, dall’altro provocare un ‘intrappolamento’ dell’anidride carbonica espirata.

Una scarsa eliminazione di anidride carbonica, quindi il suo accumulo nell’involucro della maschera, determina una autorespirazione della stessa; l’aumento della CO2 nel sangue stimola ulteriormente l’iperventilazione, già in parte presente per l’attività fisica in atto , potendo determinare giramenti di testa e, nei casi più gravi, sensazioni di svenimento”.

Corona-virus: allarme smaltimento mascherine

Il problema dello smaltimento delle mascherine e dei guanti potrebbe rivelarsi una vera e propria bomba ecologica.

Purtroppo la cattiva educazione di molte persone e la loro incuria, fanno si che molti di questi dispositivi vengano abbandonati in terra, in natura, o sui marciapiedi.

Molte associazioni come il WWF, stanno lanciando l’allarme perchè stimano un numero elevatissimo di mascherine, 10 milioni, che potrebbero ritrovarsi disperse nell’ambiente.

Potrebbero servirne un miliardo al mese. Quelle monouso stanno già inquinando l’ambiente. L’esperto di Enea: “Produciamole con un solo polimero, filtri staccabili e pensiamo a contenitori davanti ai supermercati. Dobbiamo ripensare tutto”

https://www.repubblica.it/ambiente/2020/05/07/news/coronavirus_allarme_smaltimento_mascherine_non_e_sostenibile_serve_filiera_per_il_riciclo_-255932095/

In attesa di un ripensamento generale della filiera legata alle mascherine, oggi già al centro di un business che coinvolge diversi Paesi del mondo, le associazioni ambientaliste da Legambiente al Wwf stanno già lanciando ripetuti appelli per un uso responsabile di questi dispositivi.

Le immagini che arrivano dal Canada di uccellini soffocati e impigliati della mascherina, sono le prime terribili cartoline di cosa potrebbe accadere in futuro. Ecco perché, sia a livello ecologico che sanitario, dobbiamo sempre rispettare una regola obbligatoria: mai gettarle per strada.

Mascherine antivirus Griffate è la nuova moda

Arrivano le mascherine antivirus griffate. Da Gucci e Fendi, anche i grandi Brand di alta moda hanno iniziato o stanno iniziando a commercializzare questo tipo di prodotti.

Insomma, anche le mascherine fanno tendenza e possono essere alla moda.

Una delle mascherine più ricercate, specialmente dai giovani, è la mascherina di Off-White, in cotone nero con la stampa bianca del logo del marchio sul davanti, oppure bianca con freccia e logo.

Poi c’è quella con la stampa tipica di Louis Vuitton e anche la proposta di mascherina di Marcelo Burlon modello Black Wings, nera, in cotone con stampa colorata, è molto ricercata.

Anche il Calcio non è rimasto fermo a guardare

Calcio, mascherine griffate dei club: l’idea spopola in Germania e Usa, la Roma ci ha già pensato

Il Bayern ne ha vendute anche 100mila al giorno: il ricavato va in beneficenza. L’idea si è diffusa anche negli Stati Uniti: in commercio dalla Lega calcio e dall’Nba.

Ma non finisce qui, perchè a quanto pare ci sono anche le mascherine da sposa

Maggio era il mese delle spose, ma in tempo di Coronavirus anche i matrimoni vengono rimandati. Secondo dati riportati dall’agenzia Agi, sono 17 mila i matrimoni cancellati tra marzo e aprile, 50 mila quelli che salteranno tra maggio e giugno. L’Atelier Tosetti di Como, specializzato in abiti nuziali, ha deciso di creare occhiali, guanti, copri-mascherina e schermi protettivi in “limited edition”.

https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-mascherina-si-ma-trendy-e-griffata-ADKmWFO

Bambini e mascherine: come usarle

I pediatri lanciano l’appello: evitare gli assembramenti tra i bambini e rispettare il distanziamento.

Per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19, il governo ha emanato delle nuove normative di sicurezza, per tutto il territorio italiano.

Gli obblighi sono quelli di usare sempre i dispositivi di sicurezza come le mascherine all’interno di luoghi pubblici chiusi, ad esempio  sui mezzi di trasporto o nei locali commerciali come il supermercato.

La normativa specifica inoltre che sono sottoposti all’obbligo di mascherina tutti i bambini superiori a 6 anni.

Non rientrano invece in questo obbligo i bambini disabili o che hanno patologie che non sono compatibili con l’uso delle mascherine.

Naturalmente tutte queste direttive hanno come fine quello di proteggere la comunità da eventuale contagio derivante da persone asintomatiche.

Infatti sia i bambini che gli adulti possono ammalarsi di Covid-19, pur essendo totalmente asintomatiche, ma potenzialmente contagiare altre persone.

Sappiamo che attraverso saliva e starnuti il virus si diffonde ad una distanza di più di un metro, e quindi l’uso della mascherina diventa di estrema importanza.

Tornando ai bambini, quelli più grandi di 6 anni possono indossare la mascherina, rispettando i soliti consigli igienici.

Lavarsi bene le mani prima di toccare la mascherina, non indossarle quando si mangia e si beve, e coprire bene sia naso che bocca.

Se un bambino è all’aria aperta a giocare e riesce a mantenere una distanza di almeno 2 metri, non c’è bisogno di indossare la mascherina.

fonte: https://startupitalia.eu/129016-20200505-mascherine-bambini-usarle

Come Sanificare e Igienizzare le mascherine

Possiamo igienizzare le mascherine, per poterle riusare, anche se di tipo monouso?

Questa è una delle tante domande che si stanno ponendo milioni di Italiani che si accingono ad iniziare la fase 2, prestando la dovuta attenzione.

Il Dott. Fabrizio Pregliasco, Virologo presso il Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, ha risposto alla seguenti domande.

Possiamo riutilizzare quelle che già abbiamo, anche se sono prodotti monouso? E come?

La risposta del professore è si, e aggiunge che

Anche lasciandole all’aria aperta, o comunque utilizzando uno spray disinfettante alcolico e lasciarle poi all’aria.

Possono essere riutilizzate se il rischio è limitato, chiaramente. Non in ambiente professionale. Ma se le si mette per andare in farmacia, al supermercato, si può fare.

Alcuni consigliano di scaldarle, ad esempio con un phon, dato che il calore è in grado di inattivare il virus. Cosa ne pensa?

Può essere un’alternativa. Il fatto è che la carica virale, dopo 4 ore, anche se dovesse esserci si riduce.

Quindi se uno lascia la mascherina 12 ore all’aria aperta, ed eventualmente applicando un trattamento termico oppure un po’ di disinfettante, forse è un po’ meglio

fonte originale

Se volete approfondire il tema vi proponiamo un video su come igienizzare le mascherine di tipo chirurgiche, FFP2 e FFP3.

Finte mascherine FFP2 FFP3: Come Riconoscerle

Le mascherine FFP2 e FFP3 sono spesso oggetto di speculazione sul prezzo, ma attenzione anche alle truffe delle finte mascherine.

Con l’imminente inizio della fase 2 le mascherine diventano sempre più uno strumento di protezione necessario 

per la vita di tutte le persone. 

Sono dei dispositivi di protezione che nei prossimi periodi ci faranno compagnia in molte occasioni di vita quotidiana, finché il virus 

non sarà più un pericolo, speriamo prima possibile.

Un servizio di Striscia la Notizia ho portato alla ribalta il problema delle finte mascherine FFP2 FFP3.

Cosa è emerso dal servizio televisivo

Il servizio televisivo di Moreno Morello di Striscia la Notizia, ha evidenziato come alcune finte mascherine FFP2 e FFP3 vengano spacciate dalle farmacie come vere, mentre sono solamente una brutta copia delle originali.

come sappiamo le mascherine di tipo FFP2 e FFP3 dovrebbero avere una efficenza filtrante maggiore del 90%, invece, pensate un po’, su alcuni controlli su queste mascherine fasulle, l’efficenza filtrante scendeva anche al 35%.

Pensate se queste finte mascherine fossero state usate da personale medico specializzato, in ospedale magari.

Una vera doccia fredda per i consumatori, che hanno sempre visto nelle farmacie un luogo in cui riporre la massima fiducia. 

Come possiamo riconoscere una mascherina certificata?

Vittorio De Blasiis, produttore di dispositivi individuali di protezione individuale, ha chiarito come la mascherina debba avere delle “marcature che diano informazioni chiare all’utente“.

In primis FFP2, in secondo luogo la norma di riferimento che è la EN149, e infine il marchio CE con il numero che corrisponde all’ente certificante che ha testato il prodotto.

Rimaniamo sempre con la guardia alta perché anche nei periodi di maggiore difficoltà c’è sempre gente senza scrupoli che cerca di approfittarsi.

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/striscialanotizia/ffp2-e-ffp3-come-riconoscere-le-mascherine-certificate_F309939901186C14

Coronavirus: Come fare la spesa

Come fare la spesa ai tempi del corona virus, quali sono le norme comportamentali da rispettare, per abbattere al minimo il rischio di contagio.

Anche durante il periodo di lockdown occorre andare a fare la spesa, nel pieno rispettando le regole sugli spostamenti, l’approvvigionamento alimentare è fondamentale per cercare di lenire la noia risultante dal periodo di chiusura forzata in casa.

Gli Italiani hanno, loro malgrado, riscoperto il gusto di cucinare e di preparare in casa quegli alimenti che prima erano soliti acquistare, come per esempio il pane, la pizza o i dolci.

L’Istituto Superiore di Sanità ha redatto una guida chiamata “Indicazioni ad interim sull’igiene degli alimenti durante l’epidemia da virus SARS-CoV-2”.

Questa guida, dedicata sia agli operatori del settore alimentare che ai consumatori, elenca una serie di regole da seguire, per rispettare le norme di sicurezza in maniera soddisfacente.

Il primo consiglio per i consumatori è che se si hanno sintomi di Covid-19, bisogna rimanere a casa ed evitare di andare in giro a fare la spesa.

Fare una lista della spesa per velocizzare la permanenza in negozio.

Portare sempre con se la mascherina ed indossarla prima di entrare nel negozio.

Rispettare le distanze di sicurezza con gli altri clienti sia mentre si sta facendo la spesa, che alla cassa, in fila per il pagamento.

Rispettare le normative interne del negozio, come eventuali percorsi predefiniti.

Evitare di toccare, o almeno limitare il più possibile il contatto con i prodotti esposti, e toccare la frutta e la verdura sempre con gli appositi guanti di plastica.

Usare i gel e gli spray sanificanti messi a disposizione dal locale commerciale.

Una volta a casa, attenzione alle buste delle spesa, evitando di metterle a contatto con superfici che usiamo anche per gli alimenti.

In fine, lavare bene frutta e verdura, e cuocere bene gli alimenti.

Qual’è il Prezzo giusto per le mascherine?

L’inizio dell’emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione del contagio da virus covid-19, è stata, e continua ad essere, un modo per lucrare in maniera sproporzionata, per molte persone prive di scrupoli.

Fin dall’inizio, appena è stato fiutato l’aumento della domanda da parte dei consumatori di dispositivi di protezione, i prezzi delle mascherine protettive hanno cominciato a lievitare.

Ma lo stesso, purtroppo, succede anche per i guanti in lattice o per gli igienizzanti, che sono diventati ormai prodotti di uso quotidiano.

Con l’imminente arrivo della Fase 2 il problema del prezzo delle mascherine non potrà che peggiorare, ed il pericolo della speculazione è dietro l’angolo e potrebbe diventare fuori controllo.

Infatti nella Fase 2 per uscire tutti dovranno indossare delle mascherine, e quindi la richiesta di questi dispositivi subirà una naturale accelerazione.

Ricordiamo che il prezzo delle mascherine chirurgiche prima dell’emergenza era di circa 0,80 centesimi, mentre adesso il prezzo può arrivare anche a 2 euro.

Federfarma, prova ad indicare al governo delle possibili misure di intervento per scongiurare il continuo dilagare delle speculazioni sul prezzo delle mascherine.

Le proposte sono:

  • stabilire un prezzo fisso per le mascherine
  • ridurre l’Iva dal 22% al 4%
  • rinegoziare i margini di guadagno per i farmacisti.
  • di vendere mascherine anche senza il marchio CE, come previsto dal decreto-legge n. 18 del 2020

Federfarma ribadisce di aver inviato proprio oggi l’ennesima proposta concreta per contrastare ogni possibile criticità connessa all’approvvigionamento di mascherine e DPI, tenendo a mente prioritariamente la salute della cittadinanza.

Per quanto riguarda i prezzi delle mascherine e gli odiosi fenomeni speculativi (fortunatamente limitatissimi) Federfarma si è da subito attivata per costituirsi parte civile contro soggetti, anche interni alla categoria, che si dovessero rivelare colpevoli.

Federfarma

La parola ora spetta la governo.

Staremo a vedere le risposte del governo, certo che, ci sentiamo di dire, che imporre un prezzo massimo alle mascherine, sarebbe sicuramente una scelta saggia e socialmente giusta.

Ordinanza della Protezione Civile sulla vendita di mascherine

La vendita di mascherine nelle Farmacie è stato, fin dall’inizio della pandemia da Covid-19, un problema molto grande e complesso, vista la scarsità di questi dispositivi e la difficoltà a poterli reperire.

La situazione forse sta migliorando, vengono segnalate sempre più spesso Farmacie con mascherine da vendere, staremo a vedere, sembra che ci sia anche uno sforzo da parte di molti imprenditori che si sono convertiti alla produzione di questa tipologia di dispositivi.

Comunque, Il giorno 9 di aprile 2020, la Protezione civile ha emanato una Ordinanza che consente la vendita anche di singoli dispositivi di protezione individuale (DPI), come le mascherine, da parte delle farmacie.

Il provvedimento ha lo scopo di regolare “la più opportuna distribuzione di DPI da parte delle farmacie, al fine di garantire, altresì, la più ampia diffusione di tali dispositivi ai cittadini, nonché di prevenire la costituzione di forme di mercato a vocazione speculativa ai danni dei cittadini stessi”.

E’ un’ordinanza che va nella direzione di regolarizzare la vendita di questi dispositivi che, vista l’emergenza, sono spesso stati oggetto di scandali legati ad aumenti ingiustificati dei prezzi.

Altresì è importante anche conoscere la provenienza e i dettagli del prodotto che si acquista, come è giusto per qualsiasi altro tipo prodotto.

Andiamo a vedere quindi di cosa parla questa ordinanza.

Prezzo delle singole mascherine/DPI

L’Ordinanza stabilisce che la vendita al dettaglio anche di una sola unita’ di DPI senza imballaggi di riferimento deve prevedere un prezzo inferiore o pari all’importo previsto per la singola confezione diviso il numero dei DPI presenti nella medesima.

Informazioni ai consumatori

Come previsto dall’Ordinanza, le farmacie potranno fornire ai consumatori in forma semplificata le informazioni previste dal decreto legislativo 206 del 6 settembre 2005 (Codice del consumo) e dalla normativa di settore. Tali informazioni potranno essere fornite anche mediante l’apposizione su un apposito cartello esposto nei comparti del locale di vendita.

Secondo il Codice del consumo e/o la normativa di settore citati nell’Ordinanza, le informazioni minime da fornire ai consumatori sono le seguenti:

  • denominazione legale o merceologica del prodotto;
  • nome o ragione sociale o marchio e alla sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell’Unione europea;
  • paese di origine se situato fuori dell’Unione europea;
  • eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente;
  • materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto;
  • istruzioni, eventuali precauzioni e destinazione d’uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto.
  • data di fabbricazione o di scadenza e organismo/autorità che ha rilasciato la certificazione/autorizzazione.

Di seguito i link di approfondimento dal sito del Ministero della Salute.