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Azzolina: Mascherine a scuola si potranno togliere al banco

Mascherine a scuola, rischio riapertura, disposizioni speciali, sono i temi caldi che lasciano sospesi genitori e alunni, in procinto di iniziare un nuovo anno scolastico.

Anno scolastico che si preannuncia incerto, e da vivere un po’ alla giornata, viste le tante regole a cui ci si dovrà attenere, ancora in fase di calibrazione.

Sembrerebbe una buona notizia il fatto che la ministra Azzolina, in un recente articolo a OGGI, abbia chiarito un punto della nuova normativa, dichiarando che i ragazzi potranno togliere la mascherina al banco, nel rispettando il distanziamento.

Forse anche per merito di nuovi banchi che dovrebbero permettere una maggior distanza tra gli alunni.

Comunque, no alla mascherina a scuola per i bambini fino a 6 anni.

la mascherina sarà obbligatoria sopra i 6 anni per spostarsi negli istituti, ma non quando si è seduti al banco.

Regola che si fa più stringente solo qualora sia impossibile mantenere la distanza tra i ragazzi, ad esempio in attesa che arrivino i nuovi banchi o in presenza di aule troppo piccole.

Studio di Oxford conferma l’efficacia delle mascherine

Uno studio di Oxford conferma che le mascherine, anche quelle autoprodotte a casa, riducono la diffusione del Coronavirus .


E’ stato realizzato uno studio completo, indagando sull’efficacia di diversi tipi di maschere e dispositivi di protezione, incluso un confronto internazionale sui fattori comportamentali relativi al loro utilizzo.

La professoressa Melinda Mills, direttrice del Leverhulme Center e autrice dello studio, afferma:

“L’evidenza è chiara che le persone dovrebbero indossare maschere per ridurre la trasmissione del virus e proteggersi, con la maggior parte dei paesi che consiglia al pubblico di indossarle. Tuttavia, le chiare raccomandazioni politiche che il pubblico dovrebbe indossarle in generale non sono state chiare e incoerenti in alcuni paesi come l’Inghilterra.”

Melinda Mills

Il team della professoressa Mills ha scoperto che, dopo che l’OMS ha annunciato la pandemia a metà marzo, circa 70 paesi hanno immediatamente raccomandato di indossare la maschera.

In questo momento, invece, sono diventati più di 120, i paesi che richiedono ora di indossare una maschera, quasi ovunque in pubblico.


I paesi asiatici che hanno avuto precedenti esperienze dell’epidemia di SARS hanno sperimentato un utilizzo precoce e praticamente universale della maschera. Ma, afferma la professoressa Mills, molti altri paesi hanno assistito a un’inversione di comportamento.

Vi è un presupposto generale che paesi come il Regno Unito, che non hanno una cultura o una storia di indossare maschere, non le adotteranno rapidamente.

Ma questo non vale quando guardiamo i dati. Alla fine di aprile, le maschere erano fino all’84% in Italia, al 66% negli Stati Uniti e al 64% in Spagna, il che è aumentato quasi immediatamente dopo che al pubblico erano stati forniti consigli e raccomandazioni politiche chiare.

Lo studio ha rilevato:

  • I rivestimenti in tessuto per il viso sono efficaci nel proteggere chi li indossa e coloro che li circondano.
  • Sono coinvolti fattori comportamentali, compreso il modo in cui le persone comprendono il virus e la loro percezione del rischio, la fiducia negli esperti e nel governo, possono influire negativamente sull’uso della maschera.
  • Le maschere per il viso devono essere viste come parte di “pacchetti politici” con altre misure come l’allontanamento sociale e l’igiene delle mani.
  • Politiche chiare e coerenti e messaggi pubblici sono fondamentali per l’adozione di maschere e coperture per il viso da parte del pubblico in generale

Quali mascherine indossare in volo, treno e nave

Le ultime disposizioni emanate dal nuovo DPCM hanno creato un po’ di caos , generato dalla frase “In volo solo quelle chirurgiche”.

«I passeggeri sull’aeromobile dovranno indossare necessariamente una mascherina chirurgica, che andrà sostituita ogni quattro ore in caso in cui sia ammessa la deroga al distanziamento interpersonale di un metro», mette nero su bianco, a un certo punto, l’allegato tecnico numero 15 che accompagna il Dpcm. A prima vista nessuna novità rispetto alle precedenti versioni — dell’11 giugno e del 14 luglio —. Ma la modifica, anche se impercettibile, c’è. Il decreto dell’8 agosto presenta proprio quel termine, «chirurgica», in più, come si evince dal confronto tra i documenti che ha effettuato il Corriere della Sera.

L’interpretazione

Negli ambienti dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) fanno intendere che nulla cambia rispetto a prima e che quell’aggiunta potrebbe essere soltanto un refuso.

Da Alitalia sostengono che quel passaggio dell’allegato tecnico sarebbe da interpretare come «dalla mascherina chirurgica in su», fino cioè ai veri dispositivi di protezione individuale come le Kn95, Ffp2 e Ffp3.

Quelle di stoffa, insomma, non sono ammesse. Altri vettori però, in particolare stranieri, spiegano che anche la mascherina di stoffa va bene.

In nave

Per quanto riguarda le navi, ancora, rimane un velo di incertezza.

Nello stesso allegato tecnico, infatti, nell’ambito del trasporto marittimo viene chiesto ai passeggeri di «indossare necessariamente una mascherina di comunità, per la protezione del naso e della bocca». S’intende il semplice pezzo di stoffa.

Nel Dpcm dell’11 giugno e in quello del 14 luglio era però prevista la «mascherina, anche di stoffa». Stessa dicitura — e uguale modifica nel decreto dell’8 agosto — anche per chi si muove col trasporto pubblico locale automobilistico, lacuale, lagunare, costiero.

In treno

Chi, invece, si sposta con funivie, funicolari e seggiovie può indossare la mascherina «anche di stoffa». Più articolato lo spostamento in ambito ferroviario. Perché secondo l’allegato tecnico più recente chi accede nelle principali stazioni deve indossare la mascherina «anche di comunità», basta insomma che ci sia qualcosa a coprire naso e bocca. In treno però i viaggiatori «dovranno necessariamente indossare una mascherina di comunità».

fonte: https://www.corriere.it/cronache/20_agosto_15/aerei-caos-mascherine-in-volo-ammesse-solo-quelle-chirurgiche-a96987a8-de65-11ea-9116-3222a39f46e4.shtml

Mascherine antivirus: con il caldo quali usare?

Con questo caldo la convivenza con la mascherina diventa quasi un incubo per milioni di italiani, ma resta comunque un accessorio fondamentale nella nostra vita giornaliera.

Quale mascherina scegliere?

È importante sottolineare che, anche se fa caldo, la mascherina non intacca la nostra respirazione. Alcune persone, infatti, sono ancora scettiche riguardo all’uso di questo dispositivo, sostenendo addirittura che sia pericoloso per la nostra incolumità. In primis, per l’apporto di ossigeno; in secundis per la paura di inalare eccessive dosi di anidride carbonica. Ma è stato dimostrato più volte che non è così. Ricordiamo, però, che la mascherina è altamente sconsigliata durante un’attività motoria, in quanto durante un’attività più intensa produciamo maggiore anidride carbonica. Nella nostra routine quotidiana, però, le mascherine possono essere usate tranquillamente e l’infettivologo Bassetti suggerisce la chirurgica, scoraggiando, invece, l’uso della N95 (che sarebbe la ffp2 nella normativa americana).

Perché non va bene usare la N95?

In articoli precedenti abbiamo già parlato della differenza tra le varie mascherine, ma solo dal punto di vista dell’efficacia assoluta. Bassetti spiega che la mascherina N95 oltre ad essere più scomoda e costosa e a non aderire bene sul viso, aumenta la temperatura facciale, non lasciando fluire il calore. La mascherina chirurgica, invece, che è caratterizzata da due o tre strati di tessuto non tessuto (Tnt), costituito da fibre di poliestere o polipropilene, risulta sufficiente a proteggerci e a proteggere il prossimo, riducendo la sudorazione facciale rispetto alla mascherina tipo N95.eADV

fonte https://biomedicalcue.it/migliore-mascherina-caldo/21004/

Mascherine Antivirus: la nuova normalità

Fondazione Gimbe, è un istituto che analizza in maniera indipendente i dati dei contagi da coronavirus in Italia. 

Nelle ultime settiman, spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, l’uso dei dispositivi in luoghi pubblici è diventato terreno di scontro politico, con deplorevoli gesti di una frangia di politici, professionisti e cittadini che minimizzano i rischi dell’epidemia e ritengono inutile l’utilizzo della mascherina, arrivando talora a qualificarla come un bavaglio imposto.

Quale tipo di mascherina?

Le mascherine devono essere
prodotte in modo da trattenere i droplet della più piccola
misura possibile garantendo al tempo stesso una respirazione confortevole16.

Sarebbe preferibile optare per
mascherine riutilizzabili, sia per limitare la produzione di
rifiuti in plastica sia per i costi, visto che le evidenze ne
dimostrano l’efficacia nel trattenere le particelle virali17.

Vero è che uno studio condotto in un setting ospedaliero
ad alto rischio ha dimostrato che le mascherine di tessuto sono meno efficaci di quelle chirurgiche18.

Sulla base delle attuali evidenze si raccomanda l’uso di mascherine
a doppio o triplo strato di tessuti con diverse trame e
proprietà elettrostatiche1,19: a tal proposito è indispensabile lanciare una campagna d’informazione pubblica per guidare la popolazione nella scelta delle mascherine, se acquistate, e/o nella loro produzione se fatte in casa.

Fondazione Gimbe

Mascherine lavabili colorate

Le mascherine lavabili colorate ed in cotone, secondo noi sono la soluzione definitiva agli sprechi derivanti dall’uso delle mascherine usa e getta.

Tra l’altro, molte di esse sono prodotte da aziende italiane, e quindi acquistarle in questo momento diventa anche una scelta etica.

Noi in famiglia le abbiamo usate fin da subito, perchè visto che non si trovavano gli altri tipi, abbiamo iniziato immediatamente a cercare alternative come quelle fai da te.

Poi cercando abbiamo trovato ed acquistato online delle mascherine in cotone, colorate e con diverse fantasie, sia per grandi che per bambini.

Chiaramente, dal punto di vista estetico sono più carine delle normali mascherine chirurgiche, e visto che ci dobbiamo abituare ad usarle spesso nei i prossimi periodi, conviene iniziare a dare un’occhiata in giro.

Naturalmente non a tutti interessa l’estetica e ci mancherebbe, però chi magari anche per esigenze lavorative, o per una cerimonia, ha necessità di apparire con uno stile un po’ più curato, sicuramente la mascherina colorata diventa insostituibile.

Se volete dare un’occhiata online a vari tipi di mascherine colorate seguite questi link:

Mascherine lavabili colorate su Amazon

Mascherine lavabili colorate su Modaloshop

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Protezione mani: meglio guanto in lattice o nitrile?

Esistono in commercio molte tipologie di guanti monouso, ognuno con delle specifiche peculiarità che li rendono adatti per determinati tipi di lavoro.

In questo periodo in cui siamo costretti ad usarli sempre, quando usciamo e vogliamo entrare in qualche negozio, ci possiamo trovare giustamente spaesati durante l’acquisto del tipo di guanti.

La somiglianza tra i guanti in lattice e quelli in nitrile può confondere inizialmente, ma sostanzialmente quelli in nitrile sono più resistenti ed hanno anche una maggiore elasticità.

Guanti in Nitrile

I guanti in nitrile sono guanti monouso realizzati con una composizione a base di butadine e acrilonitrile, sostanze appartenenti alla famiglia delle gomme.

Hanno ottime proprietà di resistenza sia meccanica che chimica, buona sensibilità, e sono preferiti nel settore alimentare.

Inolte i guanti in nitrile sono adatti a coloro che sono allergici alle proteine del Lattice naturale.

guanti nitrile per bambini sono un’ottima protezione contro i virus e offrono una migliore resistenza alla perforazione rispetto a quelli di lattice. Sono monouso ma non biodegradabili.

Visita le ultime offerte di guanti in nitrile.

Guanti in Lattice

I guanti in lattice, invece, provenienti dall’albero della gomma, sono completamente biodegradabili, perchè fatti con sostanze naturali, e sono in grado di decomporsi nel giro di qualche mese.

Sono usati in molti settori come quello medico, estetico e cosmetico ed hanno una moderata resistenza chimica.

Visita le ultime offerte di guanti in lattice.

Smaltimento

Attenzione alla fase di smaltimento, perchè i guanti non fanno parte della famiglia degli imballaggi e di conseguenza vanno riposti nella raccolta indifferenziata.

Report: come Bill Gates condiziona L’Oms

Da una scorcertante puntata di report viene fuori tutto il problema sull’affidabilità di un ente mondiale come l’Oms e di come Bill Gates ne possa condizionare l’operatività.

L’Oms, oramai, con l’80% di donazioni private, possiamo dire che di pubblico ha ormai ben poco, e scende un fitto velo di dubbio, che copre tutta la sua rispettabilità ed imparzialità.

Il tema, poi, quello della sanità pubblica e mondiale, dovrebbe essere un tema di un livello superiore, meritevole di essere trattato con la massima obiettività ed oggettività.

Se invece l’Oms agisce solamente seguendo scelte dettate da mere logiche economiche di profitto di aziende farmaceutiche, ecco che tutto il castello di buoni propositi crolla inesorabilmente.

Bill Gates non è quel filantropo a cui sta a cuore la salute della gente? Sembra di no! Se ancora non l’avete fatto guardate il servizio della trasmissione Report di Rai tre.

Le mascherine antivirus possono essere pericolose?

Nell’arco temporale di una settimana due ragazzi cinesi sono morti mentre indossavano una mascherina protettiva per praticare attività fisica.

E’ successo in Cina durante la lezione di educazione fisica ed i ragazzi erano giovanissimi, di 14 e 15 anni.

La tragedia è accaduta in due scuole distinte e lontane tra loro, dove, per precauzioni igieniche, evidentemente anche nelle scuole è ritenuto obbligatorio indossare mascherine antivirus.

I genitori dei ragazzi puntano il dito sulle mascherine che indossavano i loro figli, e ritengono che possa esserci un nesso fra la morte dei ragazzi e le mascherine stesse.

Uno dei ragazzi si stava apprestando a completare una dura prova fisica, correre i 1000 metri con una mascherina N95.

Questi tragici avvenimenti hanno convinto alcune scuole ad interrompere le lezioni di educazione fisica.

Una precauzione sicuramente sensata visti i dubbi scaturiti da queste due morti così ravvicinate.

Purtroppo non è stato possibile verificare con sicurezza la causa della morte dei ragazzi, e se la morte possa essere stata dipesa dalle mascherine, perchè non è stata fatta un’autopsia per approfondire.

Comunque, come riportato dal New York Post, Cao Lanxiu, professore all’Università di medicina cinese dello Shaanxi, non crede che le mascherine possano aver provocato una morte così improvvisa, tendendo più ad un’ipotesi per cui potrebbero esserci state delle malattie cardiovascolari preesistenti nei soggetti.

Cosa dicono gli esperti?

Spiega Simona Pierini, cardiologa responsabile dell’Unità coronarica dell’Azienda Ospedaliera ASST Nord Milano e Medico dello sport –

“La mascherina può, da un lato ridurre l’afflusso di aria, quindi l’apporto di O2 ai polmoni, dall’altro provocare un ‘intrappolamento’ dell’anidride carbonica espirata.

Una scarsa eliminazione di anidride carbonica, quindi il suo accumulo nell’involucro della maschera, determina una autorespirazione della stessa; l’aumento della CO2 nel sangue stimola ulteriormente l’iperventilazione, già in parte presente per l’attività fisica in atto , potendo determinare giramenti di testa e, nei casi più gravi, sensazioni di svenimento”.

Corona-virus: allarme smaltimento mascherine

Il problema dello smaltimento delle mascherine e dei guanti potrebbe rivelarsi una vera e propria bomba ecologica.

Purtroppo la cattiva educazione di molte persone e la loro incuria, fanno si che molti di questi dispositivi vengano abbandonati in terra, in natura, o sui marciapiedi.

Molte associazioni come il WWF, stanno lanciando l’allarme perchè stimano un numero elevatissimo di mascherine, 10 milioni, che potrebbero ritrovarsi disperse nell’ambiente.

Potrebbero servirne un miliardo al mese. Quelle monouso stanno già inquinando l’ambiente. L’esperto di Enea: “Produciamole con un solo polimero, filtri staccabili e pensiamo a contenitori davanti ai supermercati. Dobbiamo ripensare tutto”

https://www.repubblica.it/ambiente/2020/05/07/news/coronavirus_allarme_smaltimento_mascherine_non_e_sostenibile_serve_filiera_per_il_riciclo_-255932095/

In attesa di un ripensamento generale della filiera legata alle mascherine, oggi già al centro di un business che coinvolge diversi Paesi del mondo, le associazioni ambientaliste da Legambiente al Wwf stanno già lanciando ripetuti appelli per un uso responsabile di questi dispositivi.

Le immagini che arrivano dal Canada di uccellini soffocati e impigliati della mascherina, sono le prime terribili cartoline di cosa potrebbe accadere in futuro. Ecco perché, sia a livello ecologico che sanitario, dobbiamo sempre rispettare una regola obbligatoria: mai gettarle per strada.